L'ultima frontiera del reality
Illuminazione.
Secondo me dietro le quinte a tirare i fili della marionetta, anche questa volta c'è la Endemol.
Il delitto di Cogne. Bel nome per un reality noir, e soprattutto un format originale.
Tutto ebbe inizio in quel lontano 30 gennaio 2002. Il filo conduttore si basa su un inspiegabile (?) omicidio: il piccolo Samuele Lorenzi viene trovato morto in camera con il cranio fracassato.
Lo scopo del gioco?
Tentare di scagionare la principale indiziata, la madre.
Ma chi sono i concorrenti?
Personaggi di ogni genere. Un famoso avvocato, diversi criminologi, medici legali e neurochirurghi, addirittura conduttori tv.
Da quel fatidico giorno, i partecipanti tentano ogni via per vincere il super premio finale. Il problema è che ancora non ho inquadrato bene quale sia questo premio.
Quel che è certo è che vincerà la tesi più creativa, e secondo me si può annusare già il nome del vincitore che, nonostante i suoi innumerevole sforzi, potrebbe non essere l'avvocato Taormina...
«Il piccolo Samuele potrebbe essere morto per cause naturali, nella fattispecie un aneurisma cerebrale.[...]L'aneurisma cerebrale avrebbe fatto aumentare la pressione all'interno del cranio, causando una crisi epilettica nel corso della quale il bambino avrebbe potuto procurarsi le ferite e le fratture riscontrate sul corpo.»
Questa l'ipotesi del neurochirurgo Giovanni Migliaccio.
E' evidente come una persona in preda ad una crisi epilettica possa aprirsi il cranio su qualche spigolo senza lasciare alcuna traccia evidente.
Però, come tutti i reality, dopo un po' stufa. E vedere le puntate una volta a settimana da 4 anni, ora condotte da Bruno Vespa, ora su Studio Aperto mi ha proprio scocciato.
Aspetto solo la puntata finale condotta da Lucarelli.
Paura, eh?
Secondo me dietro le quinte a tirare i fili della marionetta, anche questa volta c'è la Endemol.
Il delitto di Cogne. Bel nome per un reality noir, e soprattutto un format originale.
Tutto ebbe inizio in quel lontano 30 gennaio 2002. Il filo conduttore si basa su un inspiegabile (?) omicidio: il piccolo Samuele Lorenzi viene trovato morto in camera con il cranio fracassato.
Lo scopo del gioco?
Tentare di scagionare la principale indiziata, la madre.
Ma chi sono i concorrenti?
Personaggi di ogni genere. Un famoso avvocato, diversi criminologi, medici legali e neurochirurghi, addirittura conduttori tv.
Da quel fatidico giorno, i partecipanti tentano ogni via per vincere il super premio finale. Il problema è che ancora non ho inquadrato bene quale sia questo premio.
Quel che è certo è che vincerà la tesi più creativa, e secondo me si può annusare già il nome del vincitore che, nonostante i suoi innumerevole sforzi, potrebbe non essere l'avvocato Taormina...
«Il piccolo Samuele potrebbe essere morto per cause naturali, nella fattispecie un aneurisma cerebrale.[...]L'aneurisma cerebrale avrebbe fatto aumentare la pressione all'interno del cranio, causando una crisi epilettica nel corso della quale il bambino avrebbe potuto procurarsi le ferite e le fratture riscontrate sul corpo.»
Questa l'ipotesi del neurochirurgo Giovanni Migliaccio.
E' evidente come una persona in preda ad una crisi epilettica possa aprirsi il cranio su qualche spigolo senza lasciare alcuna traccia evidente.
Però, come tutti i reality, dopo un po' stufa. E vedere le puntate una volta a settimana da 4 anni, ora condotte da Bruno Vespa, ora su Studio Aperto mi ha proprio scocciato.
Aspetto solo la puntata finale condotta da Lucarelli.
Paura, eh?
Etichette: Cogne, facile ironia, reality, studio aperto






