Blog dipendenza
"Mannaggia a me e a quando ho deciso di farmi un blog"
Mi sembro quasi la Gregoraci nell'ultimo spot di Tre. Solo che mi manca un bel paio di meloni e fortunatamente non mi faccio Briatore (e neanche Storace ndr).
Fino a 3 mesi fa non avrei mai pensato di cadere nel vortice dei blog, ho sempre pensato che il "web di tutti" fosse un'immensa ingiustizia perchè non tutti meritano di avere accesso alla rete, ed ho sempre preferito tenere le mie stronzate per me.
Ed ora mi trovo qui ore ed ore a spulciare manuali di html e xml, a spaccarmi la testa per rendere questo blog più appetibile, più completo, più visibile.
Questo cambiamento non me lo spiego.
Cosa dovrebbe portare una persona ad affezionarsi alle baggianate che scrivo?
Di certo nulla che non abbia a che fare con problemi psichici o giù di li.
Alla fine non sono nessuno. Non sono il Beppe Grillo che fomenta la rivoluzione. Non sono un filosofo o un letterato.
Quello che so è che (almeno) non sono uno di quegli odiosi blogger glitterosi e spaginati che andrebbero eliminati all'istante.
Comunque mi ritrovo qui a scrivere ciò che penso.
Potremmo chiamarla "sindrome di Del Debbio".
Solo che io non mi faccio pagare per le mie inutili opinioni, non mi ha raccomandato nessuno, non obbligo nessuno a leggermi.
Mi sembro quasi la Gregoraci nell'ultimo spot di Tre. Solo che mi manca un bel paio di meloni e fortunatamente non mi faccio Briatore (e neanche Storace ndr).
Fino a 3 mesi fa non avrei mai pensato di cadere nel vortice dei blog, ho sempre pensato che il "web di tutti" fosse un'immensa ingiustizia perchè non tutti meritano di avere accesso alla rete, ed ho sempre preferito tenere le mie stronzate per me.
Ed ora mi trovo qui ore ed ore a spulciare manuali di html e xml, a spaccarmi la testa per rendere questo blog più appetibile, più completo, più visibile.
Questo cambiamento non me lo spiego.
Cosa dovrebbe portare una persona ad affezionarsi alle baggianate che scrivo?
Di certo nulla che non abbia a che fare con problemi psichici o giù di li.
Alla fine non sono nessuno. Non sono il Beppe Grillo che fomenta la rivoluzione. Non sono un filosofo o un letterato.
Quello che so è che (almeno) non sono uno di quegli odiosi blogger glitterosi e spaginati che andrebbero eliminati all'istante.
Comunque mi ritrovo qui a scrivere ciò che penso.
Potremmo chiamarla "sindrome di Del Debbio".
Solo che io non mi faccio pagare per le mie inutili opinioni, non mi ha raccomandato nessuno, non obbligo nessuno a leggermi.
Etichette: Del Debbio, life, pensieri






